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Ultimo aggiornamento: 16:14
“Gli Slam non possono restare fermi”: Jannik Sinner ha puntato il dito contro i tornei del Grande Slam, accusandoli di non aver risposto alle ripetute richieste dei top player mondiali di discutere i premi in denaro e i benefit sociali destinati ai giocatori con classifica più bassa. Ovvero coloro che, al contrario di Sinner, non incassano i grandi premi previsti per i vincitori dei tornei e i conseguenti introiti milionari dagli sponsor. A riportare le lamentale del campione altoatesino è il quotidiano britannico The Guardian, che svela un’inedita versione di Sinner quasi sindacalista. L’attuale numero due del mondo ha spiegato che nei mesi scorsi c’erano stati segnali positivi di dialogo: “Abbiamo avuto delle buone conversazioni con i tornei del Grande Slam al Roland Garros e a Wimbledon, quindi siamo rimasti delusi quando hanno detto che non possono dare seguito alle nostre proposte finché non saranno risolte altre questioni”.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, i giocatori chiedono da tempo una discussione strutturabta su montepremi e tutele come pensioni e assistenza sanitaria, temi che finora non hanno trovato spazio nell’agenda dei quattro major. Sinner ha ribadito che, pur comprendendo la complessità di alcune trattative in corso sul calendario e la programmazione, non c’è alcun motivo per rinviare i passi avanti sul welfare dei giocatori: “Calendario e programmazione sono argomenti importanti – ha spiegato – ma nulla impedisce agli Slam di affrontare in questo momento i benefit per i giocatori, come pensioni e assistenza sanitaria”.








