Nata nelle colline, «tra i boschi e le vigne», la bellezza l'ha respirata nell'aria sottile, nei dolci declivi, nell'autenticità che è propria della gente veneta. Bimba solitaria, dotata di un'intelligenza precoce, non capiva come mai la maestra, in barba a una timidezza che ancora oggi è la sua più fedele compagna di vita, la scegliesse puntualmente per presentare gli spettacoli scolastici.

La sapeva lunga, quell'insegnante, e chissà cosa avrà pensato, meno di vent'anni dopo, vedendo la sua alunna condurre una delle trasmissioni per ragazzi più seguite dei canali Mediaset. Sabrina Donadel oggi ha 55 anni, e quella timidezza antica la porta ancora addosso, nella riservatezza, nei modi delicati e soffusi. E dopo migliaia di servizi e dirette di costume, moda, spettacolo, cultura e società, ha individuato nell'arte la propria materia d'elezione. Ne ha creato un programma televisivo, per Sky, ed ora la riporta a casa, tra le colline patrimonio Unesco, come ideatrice del Premio "Colline ad Arte".

Cosa ricorda della sua infanzia?

«Sono nata a Pieve di Soligo, figlia unica, mamma casalinga, papà artigiano. Una di quelle coppie che resistono: si sono sposati giovanissimi, sono cresciuti insieme. Ero una bambina solitaria. Sono arrivata alla prima elementare che sapevo già leggere (grazie a Topolino) e scrivere. Ho sviluppato molto presto degli interessi, a nove anni è stata pubblicata su una rivista del quartier del Piave una storia che avevo inventato. E la mia maestra delle elementari mi faceva fare la presentatrice delle recite. Ho ancora le foto, il microfono in mano, rossa come un peperone dall'imbarazzo, ma ce la facevo. A casa giocavo a fare l'annunciatrice con la pagina dei programmi di Tv Sorrisi e Canzoni».