TREVISO - La soluzione per uscire dal tunnel è sempre quella: lavorare a testa bassa e poche chiacchiere. Se in passato si è riusciti a venir fuori da uno 0-9 (anche grazie ad un paio di azzeccati interventi sul mercato), uno 0-4 non deve terrorizzare. Preoccupare sì, ci mancherebbe, le cose a cui porre rimedio sono tante, ma al momento meglio evitare eccessivi allarmismi, che avrebbero come conseguenza solo il peggioramento di una situazione già delicata. Ciò che preoccupa della squadra, fra le altre cose, è il progressivo scadimento della qualità della pallacanestro espressa: la quasi vittoria contro la capolista Brescia aveva fatto credere che lo standard fosse quello, invece il rendimento si sta pericolosamente abbassando col passare delle partite. Ed a Cremona si spera vivamente che la squadra, al netto delle assenze, abbia toccato il fondo, dopodichè in questi casi di solito si può solo risalire.
Federico Pasquini, lei che questa squadra l’ha costruita, chiaramente non si sarebbe mai immaginato dopo un mese di essere a zero punti.
«Chiaro che non siamo contenti. Ogni partita ha una sua storia ed è evidente che l’ultima è quella che ci ha deluso maggiormente. A Cremona ci siamo squagliati come neve al sole: non ce lo possiamo permettere, avevamo promesso di essere una Nutribullet da battaglia e non lo siamo stati, alla prima difficoltà ci siamo disuniti. Eravamo partiti con una grande prestazione contro Brescia, una buona a Tortona, con Napoli siamo mancati nella ripresa e l’altra sera è stata davvero brutta. Non cerco scuse né alibi, però venivamo da una settimana molto particolare: Weber fuori, Pinkins al parto della moglie (è rientrato ieri sera ndr), Miaschi con 39 di febbre e Torresani tornato giovedì dalla nazionale un po’ scavigliato. Eravamo con 8 giocatori e 4 juniores: contro un avversario gasato come Cremona avremmo dovuto avere una preparazione ben diversa; ciò non toglie che dovevamo essere meno arrendevoli: dopo 18 minuti alla pari abbiamo mollato. E già lunedì abbiamo rivisto la gara tutti assieme».







