“Vada in Procura e dica il vero, cioè che si è fatto un falso alibi perché non ne poteva più di stare sotto processo da innocente”. È questo il messaggio scritto dal noto avvocato romano Carlo Taormina, in un lungo post pubblicato su Facebook e indirizzato ad Andrea Sempio, il 37enne accusato dalla Procura di Pavia di aver ucciso Chiara Poggi, in “concorso con ignoti o con Stasi”. Il legale del foro capitolino, dunque, torna a parlare del caso Garlasco. E lo fa accusando la magistratura, che a suo avviso sarebbe pronta ad arrestare Sempio, e ricostruendo quello che lui stesso, forse provocatoriamente, definisce un “sogno lovatiano”, probabilmente in riferimento ad alcune suggestive ricostruzioni proposte in passato dall’ex difensore del 37enne, Massimo Lovati, a cui è stato di recente revocato il mandato.
“Qualcuno dica a Sempio di andare in Procura coi suoi ottimi avvocati a rendere interrogatorio. Stanno per arrestarlo perché questi magistrati stanno dentro al tunnel per le condotte investigative patologiche che hanno compiuto e stanno compiendo, annunciando colpi di teatro in continuazione rivelatisi ogni volta delle autentiche patacche”, esordisce Taormina. Secondo l’avvocato, quindi, questo presunto tentativo imminente di arresto non avverrebbe perché effettivamente necessario ai fini giudiziari, ma perché “ora non sanno più che fare – prosegue -. E per placare l’opinione pubblica e per coprire le loro anomale operazioni potrebbero, come spesso accade, tentare la strada dell’arresto, che è molto attesa dalla parte sanguinaria dell’opinione pubblica, e salvarsi anche da possibili responsabilità che a Nordio sono state già sollecitate”, sostiene dunque il legale.








