Una sola multa in 18 mesi. È quella che è stata emessa dalla Polizia municipale nei confronti di una persona che si è accesa una sigaretta «mentre l’agente già stava scrivendo il verbale relativo a un’altra violazione, nella giornata dello scorso 12 maggio» ha spiegato l’assessore comunale alla Sicurezza, Marco Porcedda, rispondendo a un’interpellanza presentata questa mattina fra i banchi della Sala Rossa. Un unico verbale che fa capire come sia finora rimasto solo sulla carta il rispetto del divieto di fumo all’aperto a meno di cinque metri di distanza dalle altre persone presenti, che sia ai tavolini di un bar del centro o alla pensilina di un bus in qualche quartiere della periferia. Il provvedimento era stato votato nel mese di aprile del 2024 proprio dal consiglio comunale, per sensibilizzare maggiormente sul comportamenti dei fumatori negli spazi pubblici della città. Una norma che, negli anni passati, era stata introdotta anche in altre località come Milano e Napoli.

Consenso esplicito

A entrare nel merito dei controlli è stato l’assessore Porcedda: «La violazione della norma si sostanzia quando non è presente il consenso esplicito da parte delle persone che sono presenti a meno di 5 metri di distanza dal fumatore, quindi la violazione non è sanzionabile di per sé (tranne in presenza di bambini e donne in gravidanza), ma deve arrivare una segnalazione da parte di chi non ha prestato il proprio consenso e quindi subisce le conseguenze del fumo passivo a meno di cinque metri». Il regolamento per chi non rispetta il divieto (e viene colto in flagrante) prevede una sanzione che oscilla dai 25 ai 150 euro, per cui è prevista una riduzione dell’importo a 50 euro nel caso in cui il pagamento venga effettuato entro 60 giorni dalla notifica del verbale.