Non c'era lei, Brigitte, la protagonista. Ma anche in assenza della première dame di Francia si è aperto in tribunale a Parigi il processo contro una decina di persone accusate di molestie on line nei suoi confronti. In particolare per la diffusione della fake news su scala mondiale secondo la quale la moglie di Emmanuel Macron sarebbe una donna transgender: nata Jean-Michel (identità che nella realtà appartiene al fratello oggi ottantenne) secondo gli autori di questa fake Madame Macron avrebbe assunto l'identità di Brigitte dopo una transizione di genere.
Se saranno considerati colpevoli del reato di aver propagato il falso, gli imputati rischiano fino a due anni di carcere. Un analogo processo si svolge negli Stati Uniti, dove Brigitte ha presentato una denuncia per le voci sul suo genere propagate su larga scala dalla influencer trumpiana e complottista Candace Owens.
Sul banco degli imputati a Parigi un politico, un gallerista, un insegnante, un informatico. Ma soprattutto il pubblicitario Aurélien Porson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan, e una medium di 51 anni che si definisce anche giornalista e whistleblower, Delphine J., nota con lo pseudonimo di Amandine Roy. Tutti denunciati da Brigitte Macron nel 2024, poi tratti in stato di fermo in due ondate, a dicembre 2024 e a febbraio 2025. A rappresentare la premier dame c'era il suo avvocato, Jean Ennochi. Il pubblicitario influencer ha improvvisato una conferenza stampa durante una sospensione dell'udienza, denunciando "molestie al contrario".












