Più spazio alle tasse piatte (o flat tax) nel lavoro dipendente, per sostenere la produttività, il lavoro “extra” e i rinnovi contrattuali. È la strada imboccata dal disegno di legge di Bilancio 2026 (A. S. 1689), approvato dal Governo venerdì 17 ottobre, che ha cominciato dal Senato il suo iter parlamentare.

Fuori dall’Irpef ordinaria

Si alleggerisce ulteriormente, dal 5% all’1%, il prelievo sostitutivo dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sui premi di produttività erogati nel 2026 e nel 2027, con una soglia massima degli importi agevolabili che passa da 3mila a 5mila euro all’anno.

Debutta – al momento per il solo 2026 – un prelievo agevolato del 15% sulle somme fino a 1.500 euro erogate ai lavoratori con reddito entro 40mila euro, per indennità di turno o per maggiorazioni e indennità legate al lavoro notturno e a prestazioni nei giorni festivi e di riposo. Qui la direzione è simile a quella già in vigore (e mantenuta dal Ddl di Bilancio) per i lavoratori del turismo, destinatari di un trattamento integrativo speciale esentasse pari al 15% della retribuzione lorda, per il lavoro notturno e straordinario prestato nei giorni festivi.

Un’aliquota agevolata del 15% si applicherà anche al salario accessorio dei dipendenti pubblici (non dirigenti), con un plafond di 800 euro e quando la busta paga lorda annuale non supera i 50mila euro.