C'è tutto il corollario della sinistra massimalista e anti-Occidente nella manifestazione della Cgil in piazza San Giovanni a Roma. Un altro "sabato italiano" che tanto piace a Maurizio Landini, segretario del sindacato rosso che da mesi ormai ha indetto una guerra senza esclusione di colpi contro il governo di Giorgia Meloni.
Una guerra che passa non tanto dalle battaglie (legittime, anche laddove ideologiche o strumentali) per i lavoratori, quanto dallo sbandieramento di vessilli politici. Ultimo esempio, il più clamoroso, lo sciopero generale di settembre "per la Global Sumud Flotilla", tema quanto mai lontano dalle esigenze pratiche degli iscritti ai sindacati.
La strategia della "piazza eterna" che ormai contraddistingue da mesi la Cgil ha segnato un'altra tappa ieri nella Capitale, con tanto di annuncio di possibile sciopero generale contro la legge di bilancio che ancora non c'è. Una triste usanza delle sigle più dure del sindacalismo italiano. Intanto però in corteo il vero volto dei protestanti si mostrava in tutta la sua sconcertante e preoccupante visceralità. Accanto alla classica Bandiera rossa cantata dalle migliaia di persone che hanno sfilato a Roma, ecco anche il coro gridato a tutta gola "Fuori l'Italia dalla Nato".













