Se i toni sul referendum sono da guerra civile la colpa è solo del governo. E le foto bruciate in piazza di Giorgia Meloni? Solo "stupidate". Ha una sua delirante coerenza, il ragionamento di Maurizio Landini.

Secondo il segretario della Cgil, intervistato dai giornalisti a margine del seminario "Democrazia senza Lavoro, Lavoro senza Democrazia", in occasione dell'assemblea generale del Comitato Centrale della Fiom, "chi sta alimentando un clima fuori dai toni penso sia proprio il governo, a partire da chi collabora con Nordio".

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"I toni devono essere mantenuti da tutti dentro determinati limiti e, insisto, c'è un fatto concreto con cui bisogna fare i conti, ovvero c'è un referendum che non l'ha chiesto il popolo, l'ha deciso il governo ed è un referendum che vuole mettere in discussione l'indipendenza e l'autonomia della magistratura, un referendum che non c'entra nulla con il funzionamento della giustizia - è la tesi di Landini -. Noi siamo tra quelli che da tempo diciamo che bisogna farla funzionare meglio la giustizia, c'è bisogno di fare assunzioni che non vengono fatte, c'è bisogno di fare investimenti, di utilizzare maggiori tecnologie, di tutti questi temi non se ne parla".