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Uno aveva un biglietto per l'Algeria, l'altro per il Mali. Sono 30enni "ladri esperti di lavori su commissione"

Li tenevano sotto controllo da "un po' di tempo" nella speranza di rintracciare i potenziali complici e i gioielli rubati. Dei preziosi non c'è traccia; dei complici neppure. Ma sabato sera intorno alle 22 un primo sospettato della rapina al Louvre è stato fermato mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto in Algeria dall'aeroporto parigino Charles de Gaulle; un altro, arrestato dalla polizia nell'area di Seine-Saint-Denis, a sua volta pronto a lasciare l'Ue presumibilmente diretto in Mali, a quanto filtra dall'indagine. Determinante il lavoro della Scientifica.

Già noti alle autorità per furti con scasso, secondo Le Parisien i due presentano "i profili di ladri esperti che potrebbero aver agito su commissione". Un'altra fonte li descrive a Le Monde come autori di precedenti "colpi sofisticati". Si ritiene che abbiano circa trent'anni. Tutte informazioni che da ieri mattina hanno iniziato a rimbalzare sulle tv d'Oltralpe, facendo infuriare la procuratrice di Parigi, che dopo la notizia degli arresti ha stigmatizzato il mancato "riguardo per l'inchiesta", esprimendo rammarico per la rivelazione dei due fermi che a suo dire "può soltanto nuocere agli sforzi investigativi di un centinaio di inquirenti mobilitati sia nella ricerca dei gioielli rubati sia dei malfattori".