PEDEROBBA (TREVISO) - «Voglio sapere il motivo per il quale mia figlia è morta a 18 anni. Escludo ogni possibilità che sia legato a questioni di stupefacenti. Mia figlia era sanissima». Elisa Ciannillo, la mamma di Chiara Zardo, ieri mattina si è recata dai carabinieri del comando di Pederobba per chiedere quando potrà organizzare i funerali della diciottenne, che lei stessa ha trovato deceduta da almeno dieci ore nella sua cameretta sabato mattina. Si è recata in caserma anche per chiedere se vi sia qualche sospetto sulle cause del decesso: ancora non è emerso alcun elemento sospetto.
La famiglia dovrà infatti attendere l’esito degli accertamenti prima di organizzare l’addio: la Procura ha voluto disporre soltanto un esame autoptico esterno sul corpo della giovane, ma per comprendere le cause dell’arresto cardiaco potrebbe rendersi necessaria un’autopsia completa. Lo dice chiaramente anche Usl: «L’unico modo per capire cosa sia avvenuto a quella giovane è effettuare un’autopsia completa» afferma anche il direttore Francesco Benazzi.
La famiglia per ora non sembra intenzionata a richiederla, anche perché i carabinieri non hanno trovato nulla di sospetto nella camera, ispezionata a fondo nelle ore successive al ritrovamento. «Solidarietà alla famiglia perché vedere una ragazza morire a 18 anni è qualcosa di terribile. Purtroppo ci sono tante patologie che non vengono identificate anche se il soggetto fa attività sportiva. Non vengono riconosciute e quindi rimangono latenti».











