La Fondazione Premio Napoli – Palazzo Reale si prepara ad accogliere uno dei narratori più originali e apprezzati della scena contemporanea, Paolo Nori, per la presentazione del suo nuovo bro: "Non è colpa dello specchio se le facce sono storte" (Utet).

Un’occasione per immergersi nelle pagine del nuovo lavoro di Nori e per ascoltare una riflessione a più voci sui temi cari all'autore, con il consueto sguardo che spazia dall'attualità alla grande tradizione, in particolare quella russa, di cui Nori è profondo studioso e divulgatore.

L'evento vedrà dialogare l'autore con Maurizio de Giovanni , Presidente della Fondazione Premio Napoli - Campania Legge; alfredo Guardiano, consigliere Corte di Cassazione e Coordinatore Giuria Tecnica del Premio Napoli, e Guido Carpi, professore ordinario di Letteratura russa dell'Università L'Orientale di Napoli;. Un incontro per discutere di parole e responsabilità, di specchi e deformazioni, di come la scrittura possa restare libera anche quando il mondo intorno prova a distorcerne il riflesso. L’ingresso è libero e gratuito.

Sinossi

Nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte delle forze armate russe, Paolo Nori si vide cancellare alcune lezioni su Dostoevskij che doveva tenere in un'università milanese. Scoppiò un caso di rilevanza internazionale e Nori si trovò al centro di una notorietà improvvisa, mentre si moltiplicavano gli inviti per tenere conferenze. Dalla Russia si fece avanti un regista che voleva girare un documentario su di lui. Nel declinare l'offerta, Nori gli scriveva: «Questa mia vicenda ridicola conferma una cosa che voi russi sapete benissimo. Che la letteratura, quand'è potente, come nel caso di Dostoevskij, è più forte di qualsiasi censura e di qualsiasi dittatura». L'invasione russa è poi diventata una guerra che si trascina da anni e nel frattempo Nori ha pubblicato altri libri, non solo in Italia, ma anche in Russia, dove alcuni suoi titoli sono stati per la prima volta tradotti ma anche censurati. La legge, infatti, impedisce che si pubblichino libri in cui la guerra in Ucraina non è denominata "operazione speciale" e di conseguenza l'editore russo ha dovuto operare alcuni tagli ai testi originali per poterli pubblicare.