Roma, 21 nov. (askanews) – Verrà presentato domani a Napoli, alle ore 17.30, presso L’Associazione Culturale Maksim Gor’kij (Via Nardones 17), il saggio di Giuliano Fratini, “Marlen Chuciev – Un realista lirico”.

La parabola artistica e umana di Marlen Martynovic Chucišvili, georgiano di Tbilisi, classe 1925, dalla sua rocambolesca iscrizione alla scuola di cinema di Mosca al primo film di grande successo, Primavera in via Zarecnaja, che lo catapulta tra i registi più famosi del dopoguerra, siamo nel 1956. Per il successivo Due Fëdor gli viene mandato come assistente un giovane Andrej Tarkovskij, appena diplomato, che recluterà come attore anche per il successivo Ho vent’anni, ritratto generazionale e innovativo nello stile, vero manifesto della nouvelle vague sovietica, censurato da Chrušcëv (che gli riserva un lungo intervento durante il XX congresso) e uscito nella sua versione originale solo grazie alla perestrojka di Gorbacëv, nel 1988. Un film che farà piangere Andrzej Wajda.

E proprio mentre l’Unione Sovietica collassa, Chuciev è impegnato nelle riprese di Infinitas, altro immenso atto creativo, che già nella lunghezza si affianca al precedente Ho vent’anni. Primo film russo terminato grazie a capitali privati, il più compiuto ritratto di un’epoca, il film di passaggio dal vecchio mondo al mondo nuovo. Tra gli altri suoi capolavori, Pioggia di luglio, del 1966.