«Siamo tutti rilevanti, sempre, anche quando non sembra. Ho raccontato la storia di due esseri umani, Francesco e Teresa, ma il romanzo è popolato di personaggi a cui ripenso con uguale frequenza anche se hanno un peso meno rilevante».

Domani alle 21 il Circolo dei lettori e delle lettrici ospita la scrittrice torinese Elena Varvello con il reading a partire dal suo nuovo libro “La vita sempre” (Guanda) con Federico Marchesano al contrabbasso. Ad Alba, tra le due guerre, Francesco e Teresa si innamorano. Intorno avanzano fascismo, povertà e conflitto, e i due difendono il loro legame e la figlia. Le vicende private scorrono insieme alla storia collettiva di una generazione.

Qual è il valore aggiunto del reading?

«La lettura ad alta voce è un modo di porgere i libri al pubblico. Hanno bisogno di essere portati in modo nuovo, la voce dà corpo alle pagine, permette di essere direttamente di fronte ai presenti e immaginare mondi diversi. E la musica è magia».

Il romanzo nasce da una storia familiare molto vicina a lei. Come ha preso forma?