È da oggi in libreria "I Fondatori del Nordest" (Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 18 euro), il nuovo libro di Edoardo Pittalis. La presentazione ufficiale del volume sarà domenica 23 novembre alle ore 11 alla Libreria Lovat di Villorba (Treviso). Con Pittalis, il cantautore veneziano Gualtiero Bertelli. Sarà un racconto con una particolare colonna sonora legata al Nordest e ai suoi protagonisti. Il Nordest di oggi è stato costruito nel Novecento. I "fondatori" ne hanno fatto in cento anni una tra le più importanti e ricche regioni d'Europa. Da terra di emigranti che chiamavano la "Calabria del Nord" a terra di immigrati. Regione contadina che soffriva e si batteva per i diritti dei senza niente sui quali i latifondisti avevano quasi potere di vita e di morte; e c'erano anche quelli che avevano meno di niente, i "bisnenti", due volte niente. In poco più di un secolo quella regione è diventata la "locomotiva d'Europa", ha un export che vale il mercato estero di alcuni paesi dell'Unione Europea. Adesso c'è il Nordest a pieno titolo. Il giornalista Giorgio Lago raccontava di aver fatto aggiungere alla testata del Gazzettino quel "del Nordest" dopo tante notti passate in auto dal giornale a casa: alla rubrica della radio "Avviso ai naviganti" restava colpito dal ripetersi di "venti da Nordest". Lo scrittore friulano Carlo Sgorlon rivendicava una sorta di primogenitura del termine in nome di una terra larga dove solo un fiume divideva la pianura e la lingua, ma non divideva i popoli. Forse avevano ragione entrambi. I "fondatori" ci hanno pensato prima, ognuno alla sua maniera, ognuno nel suo campo. È così che una terra e un popolo hanno un'identità riconoscibile e trasmissibile nel tempo. Di questi "fondatori" raccontiamo la storia e la loro eredità. In questo volume trovate gli imprenditori da Giuseppe Volpi e Gaetano Marzotto a Lino Zanussi. E ancora il ruolo di veneti e friulani negli Sport più popolari. Dal ciclismo, che era il vero sport popolare, con Ottavio Bottecchia vincitore epico di due Tour de France, sino a Imerio Massignan, grande non per aver vinto ma per essere stato sfortunato. Il triestino Nereo Rocco e il trevigiano Gipo Viani che hanno cambiato il calcio italiano, lo hanno reso vincente e internazionale. Ma anche gli eccentrici come Ezio Vendrame e gli irrequieti come Giancarlo Zigoni. Senza dimenticare il "Divin Codino" Roberto Baggio e i tanti campioni del mondo. E infine i giganti: Primo Carnera il pugile friulano primo e unico italiano campione mondiale dei massimi, icona di un tempo; ma anche Tiberio Mitri, il pugile più bello salito sul ring, quello che ha sposato una Miss Italia ed è finito al Madison Square Garden sotto i pugni del Toro Scatenato, prima di smarrire i ricordi e la vita. E Maci Battaglini il colosso del rugby, il "fondatore" in una regione che più delle altre ama la palla ovale. "Fondatori" veneti anche nella fede: dai tre Papi nel Novecento partiti da Venezia alla grandezza scomoda di padre Davide Maria Turoldo.