Giorgia Meloni tesse la sua tela nella delicata partita sull'Ucraina.
E in questo quadro Lunedì pomeriggio incontrerà Viktor Orban per fare il punto della situazione, anche alla luce della partita delle sanzioni contro il petrolio russo che vede la contrarietà conclamata del leader ungherese, pronto a bloccare qualsiasi iniziativa in tal senso a Bruxelles.
Giorgia Meloni ha in comune con Orban l'idea di non modificare il voto all'unanimità nelle decisioni del Consiglio europeo su questioni considerate sensibili, come la politica estera e la sicurezza comune (vi rientrano anche le decisioni sulle sanzioni, ad esempio). Ma in diverse cancellerie c'è la convinzione che Roma si trovi nella posizione di poter svolgere un ruolo di mediatore nella trattativa che vede da un lato gli Stati Uniti, con Donald Trump deciso a difendere le sanzioni sul petrolio, e dall'altro l'Unione.
Il tema sanzioni è stato affrontato venerdì anche dal tavolo dei volenterosi, convocato dal premier britannico Keir Starmer: tavolo al quale la presidente del Consiglio italiano ha partecipato in videoconferenza. E anche in quella occasione ha confermato l'ancoraggio ad una strategia continentale, sempre però con il sostegno degli Stati Uniti. E in questa logica ha ribadito la necessità dell'unità tra le due sponde dell'Atlantico per raggiungere il cessate il fuoco in Ucraina, per poi avviare un percorso negoziale serio.











