Il governo, con la nuova Legge di Bilancio, pur di risparmiare, è pronto a sacrificare i docenti appartenenti all’organico per l’autonomia a fare i tappabuchi in caso di supplenze temporanee alle superiori fino a dieci giorni. Sono le nuove disposizioni nate per destinare soldi al fondo per miglioramento dell’offerta formativa fino ad un massimo del 15%. Detto in altro modo: visto che la coperta è corta a viale Trastevere hanno deciso di tirarla creando qualche problema all’organizzazione didattica.

In realtà non si tratta di una vera e propria novità: la Legge 107, la cosiddetta “Buona scuola” istituita ai tempi del governo Renzi aveva già previsto che i docenti di potenziamento potessero essere utilizzati per sostituire colleghi assenti fino a dieci giorni ma limitava questa modalità ad ore in cui il professore non fosse impegnato in attività didattiche previste dal Piano triennale dell’offerta formativa. Nei fatti, questi maestri e professori, venivano ben utilizzati dai dirigenti a supporto delle classi, in presenza di casi particolarmente difficili, di classi numerose o per dare una mano ai ragazzi migranti.

Ora la possibilità diventa un obbligo: i presidi, infatti, quando un professore si ammalerà dovranno utilizzare personale interno fatte salve particolari “esigenze didattiche”. Una brutta notizia per i capi d’istituto: “Fermo restando che esiste a livello nazionale un problema di contenimento della spesa per le supplenze, la misura per come è scritta può incidere negativamente sull’assetto organizzativo delle scuole. Quindi la nostra richiesta è che l’espressione “salvo motivate esigenze di natura didattica” sia rimpiazzata con “salvo motivate esigenze di natura organizzativa e didattica”, spiega il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli al fattoquotidiano.it.