Roma, 26 ott. (askanews) – La sofferenza mentale in Italia è un fenomeno in crescita che colpisce in particolare le nuove generazioni. Secondo le stime più recenti dell’OCSE e di altri organismi internazionali, circa un cittadino su sei ha sperimentato disturbi di salute mentale. Tra i giovani, le segnalazioni di ansia, depressione e disagio psicologico risultano in costante aumento. Solo una parte di queste persone viene effettivamente seguita dai servizi pubblici, segno di una rete sanitaria che fatica a garantire interventi tempestivi e uniformi, con una presa in carico disomogenea sul territorio nazionale.

Di questo si è discusso nel doppio convegno “Ruolo e necessità della Comunità Terapeutica: dialogo e integrazione tra i soggetti istituzionali protagonisti del processo di cura”, svoltosi a Roma e Milano su iniziativa di Mito & Realtà, associazione scientifica nazionale che promuove la cultura comunitaria della cura e sostiene chi opera accanto a persone in difficoltà.

Gli incontri hanno coinvolto rappresentanti del Tribunale per i Minorenni, delle ASL, del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, oltre a operatori delle comunità terapeutiche, centri diurni e familiari. A Roma, nella cornice di Villa Palestro, il dibattito si è concentrato sull’allarme legato al disagio giovanile e sul ruolo delle Comunità Terapeutiche come contesti capaci di accogliere, contenere e avviare percorsi di riabilitazione psichiatrica.