Èun quadro frastagliato, con diverse ombre e qualche sporadica luce, quello che emerge dal Rapporto sulla salute mentale prodotto dal Gruppo di Lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto Superiore di Sanità. Perché è vero, la percentuale di popolazione che ha almeno una visita durante l’anno è aumentata del 10% tra il 2022 e il 2023 (e addirittura del 18 % rispetto al 2020). Ma non basta, perché i servizi specialistici di salute mentale assistono solo una minima parte di chi ne avrebbe bisogno, quasi un decimo del necessario. E per le Regioni del meridione, questo rapporto è ancora peggiore.
Salute mentale, il 74% degli italiani ha avuto a che fare con il disagio psicologico
DI IRMA D'ARIA
Costi e investimenti sotto la media
Il cuore del Rapporto è rappresentato dai dati (2015 - 2023) del Sistema Informativo per la Salute Mentale (Sism), che monitora l'assistenza psichiatrica in Italia raccogliendo dati su interventi sanitari e sociosanitari per persone con problematiche psichiatriche, e informazioni su strutture, personale, prestazioni e costi dell'assistenza psichiatrica. Tra i punti salienti del lavoro dell’Iss c’è innanzitutto il costo pro-capite per l’assistenza psichiatrica, che ha mostrato una leggera diminuzione (del 2,6 %) dal 2015 al 2023, e oggi è pari a 71,9 euro. Ma questa è la media nazionale. Se si esaminano le singole regioni, ci si imbatte nella prima grande criticità, ovvero la disparità significativa tra le aree geografiche. La Campania per esempio ha il costo più basso (36,0 euro), mentre la Sicilia ha il più alto (98,5 euro). Allo stesso tempo alcune Regioni del Nord mostrano un decremento significativo, come Trento (-29%) e Bolzano (-25%). L’investimento, nel 2023, varia da un valore minimo di 36,0 euro per la Campania ad un massimo di 98,5 euro della Sicilia. Prevalentemente le Regioni al di sotto del primo terzile, con valori più bassi, sono del Sud Italia.







