L’obiettivo, sulla carta, è quello di rafforzare le relazioni dell’Unione europea coi Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente ma il rischio, concreto, è quello di subire un’altra invasione di extracomunitari con l’Erasmus a fungere da cavallo di Troia. Si chiama “Patto per il Mediterraneo” l’ultima scommessa europea: cento progetti, dal sostegno alle reti 5G al miglioramento della connettività mobile, dai programmi sui collegamenti ferroviari, stradali, marittimi ai cavi sottomarini che trasportano dati, fino agli scambi tra studenti universitari. Sul piatto c’è il raddoppio del bilancio Ue per l’area mediterranea, portandolo così a 42 miliardi di euro. I Paesi con cui l’Europa stringerà accordi? Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.
Il sogno, che fu di Prodi, è quello di realizzare la famosa Università del Mediterraneo, con campus fisici, ma nel breve periodo il disegno è quello di potenziare i programmi Erasmus facilitando l’arrivo di nuovi studenti dall’altra sponda del Mare Nostrum. «Intensificheremo anche i partenariati per i talenti con il Marocco, con la Tunisia e con l’Egitto e faciliteremo il rilascio dei visti in particolare per gli studenti di questi Paesi. La migrazione è la più grande sfida condivisa», spiega Dubravka Šuica, la commissaria europea per il Mediterraneo.







