Perché, nonostante i pericoli cui quotidianamente assistiamo in merito all’islam, vengono finanziati da parte dell’Unione Europea, progetti proprio su migranti e accoglienza? Il progetto destinato all’Università di Genova, «SOLROUTES», costato 2,5 milioni (durata fino al 2028) «spiegherà il nesso tra la rotte dei migranti e la solidarietà». Ma non solo, perché si legge che «molte politiche che gestiscono gli arrivi e impediscono lo spostamento di migranti e rifugiati all’interno dell’UE si sono dimostrate inefficaci». C’è un altro progetto, sempre in Italia, ITHACA, costato altri 3 milioni, e relativo alle Università di Modena e Reggio Emilia: vuole «sensibilizzare e offrire spunti al dibattito pubblico, nonché diffondere raccomandazioni per migliorare le politiche, responsabilizzare e creare inclusione e partecipazione». Di nuovo inclusione, dopo i vari episodi che hanno visto protagonisti gli islamici in Italia, prima per la cosiddetta «Festa del Sacrificio», in cui c’erano donne relegate a pregare in un recinto e statue di Gesù coperte con un velo. Dopo che al referendum persino i cittadini di sinistra (oltre il 30%) hanno votato «No» al quesito sulla cittadinanza.