L’Italia del tennis non è solo i numeri-record e la schiacciante solidità di Jannik Sinner ma anche la classe sempre più ordinata di Lorenzo Musetti. Questo grida Vienna mettendo in vetrina oggi in semifinale due azzurri, lanciati dalle perentorie prove contro Bublik e Moutet, famosi guastatori di qualità del circuito ATP.
Al di là dell’eloquente 21, come i titoli già conquistati, più di qualsiasi altro azzurro era Open, col 42, come le semifinali di Vienna contro Alex de Minaur - la vittima preferita con 11/11 nei testa a testa) -, dopo aver imbavagliato la creatività di Aleksandr Bublik per 6-4 6-4, mette l’ennesima pietra miliare. Perché eguaglia il primato nazionale di Adriano Panatta e Fabio Fognini, ma ci arriva già a 24 anni, in quasi 6 stagioni, partendo dal 14 febbraio 2020, al “250" di Rotterdam. Anche se forse quello che più impressiona del 4 volte campione Slam, finalista nel 2025 in tutti i Majors, rimane la capacità di azzerare quanto accaduto fino al momento-chiave, scalando marcia. L’ha fatto con l’ottimo Flavio Cobolli nel tie-break di giovedì e s’è ripetuto contro un avversario coriaceo e imprevedibile come Bublik, che pure ha superato 6 volte su 8. Stavolta non lasciandogli spazio al servizio, e quindi perdendo 2 punti con la prima e 3 con la seconda palla e concludendo per la prima volta il terzo match di fila senza concedere palle break. Col 46° successo della stagione (6 ko), 19° di fila indoor, 43-3 sul cemento da Shanghai 2024 (dopo lo stop con Alcaraz a Pechino).













