Consigli spirituali 24 ore su 24, sermoni scritti da assistenti digitali, confessioni affidate a robot. È la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata alla fede, che sta cambiando le pratiche religiose tradizionali. Un fenomeno che riguarda non solo il cristianesimo, ma anche musulmani, ebrei, buddisti.

Dalla voce di Gesù alla messa protestante

Tra le app più popolari in ambito cristiano si annoverano Bible Chat, che vanta oltre 25 milioni di utenti ed è in grado di fornire versetti e suggerimenti tratti dalle Sacre Scritture, e Hallow, che ha introdotto un agente virtuale per guidare preghiere e meditazioni. A queste si aggiungono altre applicazioni come Jesus AI, AskJesus, Abide, Text with Jesus.

Oltre a fornire servizi personali, i sistemi evoluti sono entrati anche a fare parte delle liturgie. Nel giugno 2023, a Norimberga, in Germania, un rito protestante è stato concepito da ChatGPT e celebrato da avatar animati su uno schermo sopra l’altare. Per 40 minuti il dispositivo ha guidato oltre 300 fedeli in canti, omelie, benedizioni.

Di fronte a ciò, molti credenti restano cauti. Un sondaggio realizzato nel 2023 da Barna, un istituto di ricerca statunitense, evidenzia che, negli Stati Uniti, solo un cristiano praticante su cinque ritiene “positivo l’uso dell’intelligenza artificiale per la Chiesa”, mentre la maggioranza esprime disagio all’idea che la propria parrocchia adotti tecnologie di questo tipo.