La corsa globale all’intelligenza artificiale non è più solo una questione di innovazione tecnologica o supremazia economica: sta diventando anche un campo di battaglia ideologico e religioso. Lo ha ribadito con forza nei giorni scorsi il primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim, dal palco del Festival Turath Islami - la rassegna dedicata all’eredità culturale dell’Islam -chiedendo lo sviluppo di un’AI conforme ai dettami della religione musulmana. «Il settore dell’intelligenza artificiale non deve essere completamente utilizzato secondo il modello occidentale- ha detto - ma vi devono essere applicati i valori del turath islam, l’eredità intellettuale dell’epoca d’oro dell’Islam». Il concetto resta volutamente ampio e sfuggente.

Per Anwar, l’intelligenza artificiale del futuro in Malesia dovrà essere “riempita” dei tesori di conoscenza islamica, capace di integrare moralità (adab) e pratiche etiche (akhlak) nella sua logica di funzionamento. Il timore, esplicitato senza mezzi termini, è che la tecnologia importi valori estranei, plasmati dal pensiero occidentale, con il rischio di erodere le basi culturali e spirituali delle società musulmane. Dietro le parole del premier malese, si intravede un obiettivo pratico: evitare che un utente musulmano, interrogando ChatGPT o un qualsiasi sistema generativo, riceva risposte considerate peccaminose o contrarie alla legge islamica. Oggi esistono già applicazioni pensate per la consultazione del Corano, ma non basta. Restano nodi irrisolti su questioni sensibili: i diritti delle donne, la libertà religiosa, l’ateismo, l’interpretazione di figure sacre come Maometto, Gesù Cristo o il testo biblico. Ancora più spinoso è il tema dell’AI generativa di immagini, per una religione che vieta la rappresentazione di Dio. Non è la prima volta che un Paese immagina una propria versione ideologica dell’AI. La Cina lo ha già fatto, costruendo modelli linguistici allineati alla narrativa del Partito Comunista, capaci di “ricordare” un passato selettivo in cui a piazza Tienanmen, nel 1989, non è accaduto nulla di rilevante.