PADOVA - È passato ieri (giovedì 23 ottobre) per Padova Benjamin Sinclair Johnson, più noto semplicemente come "Ben Johnson", ex velocista canadese di origini giamaicane oggi quasi 64enne (li compirà il 30 dicembre). Vero mito per la generazione dei quindici-ventenni a fine anni '80.
Eccetto qualche sprazzo brizzolato tra i capelli e nella barba, un signore che vive a Markham in Ontario, praticamente identico ad allora. Ai Giochi olimpici di Seul 1988, nei 100 metri vinse con netta superiorità (alzando il braccio sul traguardo!) e stabilì con 9"79 il nuovo record mondiale, rimasto insuperato oltre vent'anni. Particolare anche la sua posizione ai blocchi di partenza, detta "a rana" con entrambi i piedi sulla medesima linea anziché uno più avanti, che gli consentiva la partenza-sprint. Tre giorni dopo, però, risultò positivo ai test antidoping per uno steroide anabolizzante: squalificato tre anni, con conseguente annullamento della vittoria e del record; ed il 5 marzo del 1993, quando risultò di nuovo positivo, fu radiato a vita dalla Commissione antidoping della Iaaf (oggi World Athletics). Il passaggio in Veneto, terra a cui è particolarmente legato, ed in particolare Padova per l'ormai trentennale amicizia che lo lega a Michele "Choopa" Palumbo: ex sportivo di buon livello, inizi da pallavolista nella Thermomec Padova (storica squadra di volley) ed in seguito per diversi anni "colonna" dei mitici Saints Padova di football americano (ruolo fullback), ex poliziotto ed ora bodyguard accompagnatore di vip («Ci siamo conosciuti negli anni 94-'95, quando giocavo a football rivela - ed il suo procuratore mi chiese di portarlo in giro tra Milano e Torino»).






