PADOVA - «È vivo per miracolo, ma la sua testimonianza è quella di un uomo che, anche nel dolore, rappresenta con fierezza i valori più alti del servizio e del sacrificio». A parlare è il sindaco di Arzergrande Filippo Lazzarin, che mercoledì 22 ottobre ha fatto visita all'appuntato dei carabinieri Francesco Loconsole, residente da anni ad Arzergrande. Loconsole è uno dei militari feriti nella tragedia veronese di Castel D'Azzano, dove hanno perso la vita i tre carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. Lo sgombero dell'abitazione dei fratelli Ramponi aveva avuto inizio intorno alle 2 di notte. Durante l'intervento il casale di due piani è stato fatto esplodere ed è crollato travolgendo militari e agenti. Tra i 25 feriti, di diversa gravità, anche l'appuntato Loconsole.
«È stato un incontro intenso e commovente, durante il quale Francesco ha raccontato con lucidità e grande forza d'animo quei drammatici momenti» aggiunge il primo cittadino dopo essere stato all'ospedale Borgo Trento di Verona, dove Loconsole è ricoverato dal giorno dello scoppio della casa dei fratelli Ramponi. Nel corso della visita all'appuntato Loconsole è arrivato anche un saluto in diretta del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha voluto esprimere la sua vicinanza, attraverso il cellulare del sindaco di Arzergrande, con queste parole: «Un caro saluto a Francesco e un grande, grande abbraccio per quello che ha fatto con i suoi colleghi e per quello che farà. Spero di poterlo salutare presto di persona». Francesco e la sua famiglia hanno ricevuto anche ieri numerosi messaggi di solidarietà e affetto, che hanno accolto con profonda gratitudine. «Ho portato a Francesco Loconsole l'abbraccio di tutta Arzergrande - ha aggiunto il sindaco - una comunità intera che si stringe a lui e alla sua famiglia e che lo aspetta a braccia aperte. Essere accanto a un uomo del suo coraggio e della sua umanità è stato davvero toccante».






