ARZERGRANDE (PADOVA) - Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà: quando il sindaco di Arzergrande ha iniziato il suo breve discorso davanti al monumento ai Caduti per la ricorrenza della festa delle Forze armate, citando il nome dei tre carabinieri morti nella tragedia di Castel D’Azzano lo scorso 14 ottobre, l'appuntato scelto Francesco Loconsole ha avuto un evidente sussulto emotivo. Il medesimo che aveva evidenziato pochi minuti prima al momento dell’esecuzione dell’inno di Mameli e degli onori alla bandiera appena issata nel corso della cerimonia.

Loconsole è uno dei 25 carabinieri rimasti feriti durante l’operazione per lo sgombero della cascina dei fratelli Ramponi. Nel Piovese il 46enne è ben conosciuto: era stato infatti in forza al Nucleo radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco per diversi anni prima di entrare a far parte delle Api, le Aliquote di primo intervento, unità selezionate ed addestrate per affrontare attentati terroristici, vigilare obiettivi sensibili ed offrire immediato supporto in situazioni di emergenza nonché, in caso di necessità, supportare l'Arma territoriale nel corso di particolari servizi di polizia giudiziaria contribuendo anche alla lotta contro la criminalità comune e organizzata.