PADOVA - Ore 18.43. Nel piazzale della caserma dei carabinieri di via Rismondo a Padova la prima ad entrare è l’auto che trasporta il feretro di Valerio Daprà. Subito dietro di lui Marco Piffari e Davide Bernardello. Ad attenderli almeno 200 persone tra colleghi, amici e cittadini comuni che hanno voluto salutare i tre carabinieri scomparsi nella tragedia di martedì notte a Castel D'Azzano. Con loro i familiari e i colleghi feriti, che hanno lasciato l'ospedale prima del tempo per rendere omaggio ai loro compagni di viaggio. Un viaggio che per il carabiniere scelto Davide Bernardello si è fermato a 36 anni, per il brigadiere capo Valerio Daprà e il luogotenente Marco Piffari a 56.
Nel piazzale il picchetto d'onore, il silenzio militare suonato dalla tromba di un collega, ma soprattutto tante lacrime, abbracci e commozione. Sulle bare dei tre carabinieri una bandiera italiana, simbolo del Paese su cui hanno giurato e che ieri e oggi proverà a restituire loro qualcosa. Dopo l'arrivo le salme sono state sistemate nella camera ardente, aperta fino alle 24 per accogliere i tanti padovani che hanno voluto abbracciare i familiari. Ma soprattutto per raccogliere il dolore di chi, ai tre carabinieri, voleva bene a prescindere dalla divisa.













