Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Torna in una nuova edizione il primo racconto dell’autore praghese: fu scritto in una notte, nel 1912

Era una domenica mattina, nel rigoglio della primavera: questo è l'incipit straniante, da tema in classe, di La sentenza di Franz Kafka. Il racconto viene ora riproposto in una veste particolarmente elegante da Palingenia (pagg. 112, euro 24) a cura della traduttrice Margherita Belardetti, con un utile saggio di Roland Reuss, con testo originale a fronte.

È la seconda pubblicazione di Kafka, ma in realtà La sentenza è davvero il primo testo dell'autore praghese. L'incipit, così innocente, è indispensabile per proseguire con una storia intensa, travolgente, sconvolgente che apre l'immenso tema del rapporto tra l'io sempre figlio - e la figura minacciosa del padre, il grande motivo di tutta la scrittura kafkiana, che sorge in quel grande laboratorio della distruzione del mondo ottocentesco ad opera della cultura della Mitteleuropa ebraico-tedesca, da Praga, Vienna fino a Trieste, dove ci si confronta, con Freud, Kafka e Svevo, con la disintegrazione della famiglia tradizionale.