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24 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:58

“Rinnovo il mio appello affinché non ci sia tolleranza per qualsiasi forma di abuso nella Chiesa. Spero, pertanto, che le nostre deliberazioni portino all’attuazione di politiche e pratiche essenziali che garantiscano la trasparenza nella gestione delle questioni, promuovano una cultura di prevenzione e salvaguardino ‘questi piccoli’ del Signore”. È quanto ha scritto Leone XIV in un messaggio alla Chiesa filippina che si è riunita recentemente per affrontare il tema degli abusi sessuali sui minori commessi dal clero. Prevost ha ribadito che “ogni parrocchia e attività pastorale devono essere uno spazio in cui glorificare Dio e prendersi cura degli altri, in particolare dei bambini e delle persone vulnerabili”.

Parole che arrivano pochi giorni dopo il primo incontro di Leone XIV con un gruppo di vittime di abusi e attivisti che lottano contro quella che gli ultimi papi hanno definito una piaga abominevole nella Chiesa cattolica. In particolare Francesco, nei suoi dodici anni di pontificato, ha sempre portato avanti la linea della tolleranza zero nella lotta alla pedofilia del clero. Strada che era stata indicata con grande forza dal suo immediato predecessore, Benedetto XVI, dopo decenni di insabbiamenti degli autori degli abusi. Le vittime e gli attivisti hanno chiesto a Leone XIV di proseguire proprio sulla linea della tolleranza zero, l’unica che può consentire alla Chiesa di non perdere la sua credibilità, come ha sempre sostenuto con estrema determinazione Bergoglio.