Il 24 ottobre è il Mortadella Day: la giornata che celebra la Mortadella Bologna Igp, simbolo di convivialità tutta emiliana, anzi italiana per estensione (vuoi togliere ai romani, ma non solo, il sacrale panino con la mortazza? Ecco, no). Quest’anno il tema è chiaro: “La Mortadella nel Cinema”. Una scelta non casuale, perché il salume più pop d’Italia ha una doppia vita di finzione: quella cinematografica, che nobilita e racconta, e quella del fake food d’oltreatlantico — la “bologna” americana — che nella stessa data festeggia il suo National Bologna Day.
Da Sophia Loren in 'La mortadella' (Monicelli, 1971) a Marcello Mastroianni in 'Permette? Rocco Papaleo' (Scola, 1971), il cilindro rosa entra in scena come segno d’identità, non come comparsa. Torna nei fotogrammi di 'Pane e cioccolata' (Brusati), si affaccia nel minimalismo domestico de 'Il pranzo di Ferragosto' (Di Gregorio), riappare nel 2024 con 'Il treno dei bambini' (Comencini) come rito d’inclusione e sorpresa di gusto. In mezzo, citazioni e cult (da Bambola alle commedie popolari): ovunque, la mortadella funziona da scorciatoia narrativa — profumo, texture, pistacchi se previsti, ma non è regola fissa — che mette in chiaro il lessico familiare dell’italianità.








