C’è un paese incantato in Svizzera, Le Chenit, nel Canton Vaud. A due passi dal confine francese, adagiato sulla punta meridionale del Lago di Joux, è famoso per i suoi panorami pittoreschi e perché ospita uno dei marchi orologieri più esclusivi al mondo: Breguet. La manifattura che raccoglie e perpetua il genio e la maestria di Abraham-Louis Breguet, tanto nel nome quanto nell’eccellenza dei segnatempo che produce, ha aperto a Gentleman le proprie porte in una piovosa giornata (frequente da quelle parti...), che si è accesa e rischiarata non appena abbiamo avuto modo di vedere i tesori di savoir faire e di meccanica ospitati nelle sue stanze.
A sinistra il Breguet n° 2784, creato nel 1813 per l’imperatrice Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone Bonaparte. A destra un orologio «a tatto» di fine ’700, consultabile senza doverlo estrarre dalla pochette.
Passeggiando tra le stanze e i laboratori si respira quella dicotomia tra modernità e tradizione che per molti marchi di orologeria, e del lusso in generale, non è che abusata retorica di marketing. Qui in Breguet è davvero palpabile. Dalla progettazione e ingegnerizzazione degli orologi alla creazione dei prototipi, dalla meccanica all’assemblaggio e alla decorazione finale, a Le Chenit è presente tutta la catena produttiva. Tanto che, se servono strumenti specifici, è la stessa manifattura a crearli internamente, strumenti a volte utilizzati solo una manciata di volte: costoso, certo, ma anche garanzia del know-how di Breguet. Grazie all’impiego di software CAD e di macchine a controllo numerico, in manifattura progettano e lavorano componenti complessi, rifiniti poi con lunghe lavorazioni manuali da artigiani esperti e da giovani di talento. Ciascuno di loro padroneggia tecniche raffinate come il perlage, l’anglage, le Côtes de Genève. Sono tutti artigiani altamente preparati, capaci di smussare a mano ciascun componente, mantenendo larghezze e angoli uniformi su ciascun bordo.












