Sfida gli stereotipi culturali scalando le vette più alte con addosso abiti tradizionali boliviani. E per non farlo da sola, Lita González ha fondato un collettivo di donne coraggiose
di Francesca Ferri
"Nella cultura sudamericana le montagne sono considerate divinità. Fin da bambina ho sognato di arrivare in cima, ma è sempre stato uno sport per uomini", racconta Lita González che nel 2015 ha deciso di porre fine a questa tradizione, fondando il collettivo Cholitas Escaladoras, donne indigene Aymara della Bolivia che scalano le vette più alte del mondo indossando gli abiti tradizionali, come la gonna ampia e colorata chiamata pollera. Simbolo di un patrimonio culturale, ma anche di discriminazione sociale di origine coloniale. Con la stessa pollera della nonna, Lita ha conquistato alcune delle vette più alte del Sud America: l’Huayna Potosí, l’Illimani e l’Aconcagua. Decise a rivendicare la loro identità in spazi che un tempo le escludevano, le Cholitas stanno riscrivendo la storia passo dopo passo.
Com’è nato il collettivo?
"Nel 2015, 11 donne nei nostri abiti tradizionali, abbiamo raggiunto la vetta dell’Huayna Potosí (6.088 metri). Eravamo nervose, non sapevamo se ce l’avremmo fatta, ma è stato lì che ho scoperto di avere una forza nuova dentro di me: quella prima vetta è stata un risveglio e così abbiamo iniziato a chiederci, perché non possiamo scalare anche noi come fanno gli uomini?".






