ROMA - In Svizzera il Consiglio federale ha appena avviato una procedura di consultazione per tassare i veicoli elettrici per garantire il potenziamento e il mantenimento delle strade. La proposta prevede due opzioni: pagamento su chilometraggio (5,40 franchi, ovvero 5,78 euro ogni 100 chilometri) o sulla ricarica (22,8 centesimi per chilowattora). La norma dovrebbe essere approvata dal referendum e dovrebbe essere applicata entro il 20230

Il finanziamento dell’infrastruttura stradale svizzera da parte del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (Fostra) è previsto dalla Costituzione e negli ultimi anni ha offerto buoni risultati. Oltre a garantire la manutenzione e l’ulteriore sviluppo delle strade nazionali svizzere, dà anche contributi sostanziali e regolamentati in modo trasparente ai cantoni e ai programmi d’agglomerato.

Il provvedimento è stato accolto favorevolmente dal Touring club svizzero (Tcs) che condivide il punto di vista del Consiglio federale secondo il quale, “non importa che utilizzino un mezzo con motore elettrico o a combustione, tutti i conducenti di veicoli a motore in futuro dovranno partecipare ai costi dell’infrastruttura”. Tuttavia, secondo il Tcs, questa nuova ripartizione non deve comportare entrate supplementari per la Confederazione, bensì solo compensare la soppressione del supplemento fiscale sugli oli minerali e dell’imposta sugli oli minerali che i veicoli elettrici oggi non pagano. Infine, per il Tcs è fondamentale che la chiave di ripartizione del Fostra non venga intaccata dalla nuova tassa. D’altronde, la crescente diffusione degli Ev rappresenta uno sviluppo notevole per la decarbonizzazione dei trasporti e il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici. Per non frenare questa tendenza, il Tcs chiede che la tassa sui veicoli elettrici sia introdotta con cautela, tenendo conto, ad esempio, di determinati valori soglia.