VENEZIA - A un mese dall’apertura delle urne, ribolle il calderone delle liste. Il deposito comincerà alle 8 di domani, giorno di inizio della propaganda elettorale secondo il calendario stilato da Palazzo Balbi, per concludersi alle 12 di sabato: nei Tribunali delle varie province per gli aspiranti consiglieri e in Corte d’Appello a Venezia per i candidati presidenti. Con un vantaggio di tre mesi nell’annuncio dell’alfiere Giovanni Manildo, il centrosinistra ha già svelato da tempo pressoché tutti i nomi in lizza, mentre il centrodestra deve ancora ultimare le scelte a sostegno di Alberto Stefani, visti i movimenti tuttora in corsa.

Non è il caso della Lega, dove ormai la pratica è stata chiusa, con capolista dappertutto Luca Zaia e dietro i prescelti dai direttivi. Nella sede regionale di Noventa Padovana gli interessati hanno firmato l’accettazione della candidatura e hanno pagato l’acconto del contributo: 3.000 euro per i debuttanti e 10.000 per gli uscenti, dopodiché in caso di elezione dovrà essere saldata la relativa differenza fino alla quota prefissata di 20.000 euro. Sono invece ancora tre le province in cui Forza Italia non ha ancora completato il quadro, anche se conta di farlo entro oggi, visto che domani il coordinatore Flavio Tosi e il ministro Anna Maria Bernini presenteranno al pubblico le liste di Belluno e Treviso, dopodiché sabato toccherà a Venezia e Padova. Fra le situazioni aperte c’è la Marca, dov’è emerso che Tosi (capolista in tutto il Veneto) ha offerto un posto a Toni Da Re. L’ordine di scuderia nel partito è di non parlare, per cui occorre procedere per indiscrezioni.