VENEZIA - Primo ad annunciare la propria corsa a presidente, e ad avviare la campagna elettorale con la presentazione delle squadre sul territorio, Giovanni Manildo è stato il più veloce anche a formalizzare la candidatura del centrosinistra, ieri mattina in Corte d’Appello a Venezia. Fino a sera è poi andato avanti, per concludersi oggi a mezzogiorno, il deposito nei vari Tribunali delle liste provinciali, che accompagneranno anche le sfide di Alberto Stefani per il centrodestra, Riccardo Szumski per Resistere Veneto, Fabio Bui per i Popolari e Marco Rizzo per Democrazia Sovrana Popolare. Raffiche di nomi fra curiosità e sorprese, più qualche tensione.

A cominciare da Fratelli d’Italia, in particolare a Padova, dove secondo indiscrezioni il verbale è stato redatto, cestinato e riscritto, a causa del contrasto sull’ordine dei nove candidati. Inizialmente era stato scelto il criterio alfabetico, nel rispetto dell’alternanza di genere, per cui la prima era Antonella Argenti (sindaca di Villa del Conte) e l’ultimo era Matteo Turetta (assessore a Teolo). Successivamente sarebbe invece arrivato l’ordine da Roma di garantire il posto da capolista ad Enoch Soranzo, attuale vicepresidente del Consiglio regionale, con il risultato che ora a chiudere l’elenco è il neo-iscritto Luciano Sandonà, uscente escluso dalla Lega. Risolto lo scontro su Elena Cappellini, consigliera nel capoluogo euganeo, sono poi in lizza l’imprenditore sanitario Massimo Pulin, Elisabetta Baldi (consigliera a Montegrotto Terme), Filippo Giacinti (sindaco di Albignasego) e Paola Geremia (assessora a Cittadella).