Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Sulle accuse inventate contro Fontana: "Manca l’elemento psicologico dell’illecito"

«Report ha sostenuto il falso, le sue ricostruzioni erano imprecise ma manca l'elemento psicologico del reato». Almeno sul fronte delle querele Sigfrido Ranucci può stare tranquillo. La sentenza che arriva da Varese riguarda la puntata Mogli, camici e cavalli dei paesi tuoi del 19 ottobre 2020 nella quale il conduttore e il suo inviato Giorgio Mottola sono stati assolti dall'accusa di diffamazione aggravata per avere (secondo il pm Monica Crespi) «travalicato il limite del diritto di cronaca», accusando ingiustamente l'avvocato Maria Cristina Fontana, figlia del presidente della Regione Lombardia Attilio. Di cosa? Di un «clamoroso conflitto d'interessi» che non c'era per alcuni incarichi all'Asst Nord Milano, tanto che lo stesso Ranucci, interrogato, ammette che quel titolo «accattivante» secondo il pm era in realtà «forzato». La condanna a 700 euro chiesta dai pm è diventata un paterno buffetto. La trasmissione - vista da oltre tre milioni di persone - ha generato «un effetto lesivo e un pregiudizio mediatico» (lo dimostrano i commenti alla puntata) ma non basta a ottenere il risarcimento da 30mila euro. Per il legale di Report Alessia Liistro «il servizio non conteneva accuse ma poneva interrogativi», l'avvocato dei Fontana Fabio Schembri parla di «un agguato mediatico basato su una notizia falsa», con documenti che dimostravano il contrario mai andati in onda.