TREVISO - Doveva essere soltanto una gita tra amici oltre confine, come già fatto ogni anno in passato. Ma l’ultimo viaggio a Monaco, in occasione dell’Oktoberfest, si è trasformato in un incubo per imprenditore 65enne di Valdobbiadene, in provincia di Treviso, finito in manette per l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una delle “Kellnerin” (le cameriere, ndr) della storica rassegna bavarese dedicata alla birra. Circostanza che, in caso di dichiarazione di colpevolezza da parte dell’autorità giudiziaria tedesca, potrebbe costargli una condanna fino a 15 anni di reclusione (la pena base parte da 2 anni di carcere per la tipologia di reato, ovvero la “sexuelle Belastigung”, ndr). Dopo due notti passate nel penitenziario di Monaco di Baviera, il 65enne è tornato in patria su cauzione. Ma il procedimento penale è tuttora in corso.
La vicenda risale al 3 ottobre scorso quando l’imprenditore, con un gruppo di amici, si è recato come ogni anno all’Oktoberfest per un weekend fuori porta. Seduta in uno dei vari stand, la comitiva ha iniziato a ordinare una serie di “Maß “, i boccali da un litro tipici della manifestazione tedesca. L’imprenditore di Valdobbiadene, già alticcio, all’ennesimo boccale ha iniziato a flirtare con la cameriera che gli aveva portato la birra, finendo per toccarle una coscia e “costringendola” anche a farsi una foto con lui. Almeno questo è quanto ha raccontato l’uomo. Versione diversa rispetto a quanto sostenuto dalla vittima che, dopo le avances del 65enne, ha fatto presente alle autorità che quell’uomo, in realtà, si era spinto oltre a una semplice carezza. Tanto che dopo la foto la giovane bavarese lo aveva allontanato in malo modo proprio per il suo comportamento molesto. Sembrava finita lì, e invece a distanza di una mezz’ora tre agenti della “Polizei” si sono presentati al tavolo (accompagnati da un presidio della polizia italiana, sempre presente alla manifestazione, ndr) e gli hanno stretto le manette ai polsi.








