Nessuna prova che ci sia stato un legame tra Hamas e i responsabili dell'Unrwa.

Lo ha stabilito la Corte internazionale di Giustizia, spiegando come Israele non sia stata in grado di dimostrare le sue ripetute accuse di connivenza e complicità tra l'agenzia dell'Onu per gli aiuti ai profughi e il gruppo terroristico della Striscia. Non solo: la corte dell'Aja ha anche lanciato l'ennesimo monito allo Stato ebraico perché "faciliti i programmi di aiuti a Gaza" e non usi la fame come arma. La reazione del governo Netanyahu non si è fatta attendere.

"Quella della corte è una decisione vergognosa e politica", ha tuonato l'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon: "Stanno accusando Israele di non aver collaborato con gli organi delle Nazioni Unite, mentre dovrebbero incolpare se stessi. Quegli organi sono diventati focolai di terroristi".

Per il diplomatico, infatti, non ci sono dubbi: "L'Unrwa é un'organizzazione che ha sostenuto Hamas per anni" e Israele ha fornito alle Nazioni Unite "ampie prove a dimostrazione dell'infiltrazione di Hamas nell'Unrwa. Ma l'Onu - accusa l'ambasciatore - non ha mai indagato sulla reale portata di questa infiltrazione". E secondo Israele oggi l'Unrwa impiegherebbe ancora oltre 1.400 agenti di Hamas. Non la pensano così i giudici dell'Aja: "Riteniamo che Israele non abbia dimostrato le sue accuse", ha chiarito il presidente della corte Yuji Iwasawa, ricordando come il governo Netanyahu ha vietato all'agenzia dell'Onu di operare sul suolo israeliano dopo aver incolpato alcuni membri del suo personale di aver preso parte all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.