La Corte internazionale di giustizia ha emesso un parere consultivo, affermando che Israele è legalmente obbligato a consentire all’agenzia di soccorso palestinese delle Nazioni Unite di fornire aiuti umanitari a Gaza, sottolineando che la fornitura di aiuti alla Striscia durante la guerra è stata inadeguata. La corte ha respinto la principale argomentazione di Israele a sostegno della legislazione che blocca le operazioni dell’Unrwa, ovvero che l’organizzazione non sarebbe più imparziale a causa dell’”infiltrazione” da parte di Hamas. Secondo la corte “non vi sono prove che l’Unrwa abbia violato i requisiti di imparzialità previsti dall’articolo 59 della Quarta Convenzione di Ginevra”, riguardo la discriminazione nella fornitura di aiuti umanitari. Il parere consultivo ha stabilito che Israele è tenuto a garantire che la popolazione di Gaza, così come della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, “abbia i beni essenziali per la vita quotidiana, tra cui cibo, acqua, vestiario, biancheria da letto, riparo, carburante, forniture mediche e servizi”. Il parere consultivo è stato emesso con 10 voti contro uno, con la vicepresidente della corte Julia Sebutinde che ha espresso il dissenso, scrivendo che la corte non ha “considerato sufficientemente” l’infiltrazione di Hamas. Il Ministero degli Esteri israeliano ha respinto il parere, aggiungendo che lo Stato ebraico “non coopererà con un’organizzazione infestata da terroristi”.
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