Doppio scopo quello di Tony La Piccirella. L'attivista della Flotilla ha presentato denuncia contro Israele, accusando l'Idf di botte e violenze al loro arrivo ad Ashdod. La Piccirella ha parlato di fascette strette ai polsi, inginocchiamenti al sole, privazione del sonno e del viaggio al freddo con l’aria condizionata accesa. Ma non è tutto perché l'attivista ha da ridire anche sul carcere di Ketziot, raccontando celle sovraffollate, acqua "rancida" da bere e perfino schegge di metallo nel pane.
Eppure la nuova denuncia di La Piccirella non si limita a descrivere i maltrattamenti che avrebbe subito dopo l’abbordaggio da parte delle forze israeliane: l’attivista barese, stavolta, chiede ai magistrati capitolini anche di accertare "eventuali responsabilità del governo italiano". Che potrebbe, ipotizza, essersi "sottratto all’obbligo giuridico di proteggere i propri cittadini". Ecco dunque svelato il vero intento dell'attivista. Intento già perseguito da buona parte della sinistra che nelle scorse settimane aveva indicato Meloni, Crosetto e Tajani "corresponsabili del genocidio" in una denuncia presentata alla Corte penale internazionale.
FLOTILLA, L'ULTIMA SCENEGGIATA DI LA PICCIRELLA: DENUNCIA ISRAELE






