"Ho deciso di provare a intraprendere un percorso penale contro lo Stato di Israele per il sequestro illegale e illegittimo dell'equipaggio" della nave Handala di Freedom Flotilla. L’annuncio dell’attivista barese Tony Lapiccirella, uno dei due italiani bloccati, con altri membri dell'equipaggio, al largo della Striscia di Gaza e rimpatriati pochi giorni fa.

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L'attivista ha ripercorso i giorni successivi all'attacco dei militari israeliani. "Da quel momento in poi - sostiene - si è parlato di un sequestro di persona C'è stato un intervento di venti militari armati che hanno preso possesso dell'imbarcazione dirottandola in Israele. Durante quelle otto ore ci hanno fatti stendere a terra in coperta, sotto la minaccia di armi".

"Ci hanno tagliato ogni comunicazione - aggiunge Lapiccirella - e hanno acceso una telecamera che ci seguiva, mentre un infermiere cercava di aiutarci con cibo e acqua. Noi avevamo già iniziato lo sciopero della fame quindi non abbiamo accettato nulla". Dice inoltre che uno degli attivisti, di New York, "è stato immobilizzato e malmenato", mentre "altri hanno subito un trattamento comunque non democratico".