MESTRE - Il nuovo stadio si fa, ma cosa succederà allora al vecchio e glorioso Penzo, visto che il Venezia si trasferirà al Bosco dello Sport per le sue partite? Resta, giura il sindaco Brugnaro. E con l'aggiunta di una pista d'atletica come quella presenta negli anni Ottanta, quando l'impianto di Sant'Elena era in grado di ospitare meeting internazionali, in cui corse anche un tale Pietro Mennea.
Non solo: nell'idea del sindaco il Penzo farà da collante al nuovo progetto di sviluppo urbanistico dell'area di Sant'Elena. Una "nuova Venezia lagunare" la definisce Brugnaro, un insediamento abitativo che avrà come comun denominatore l'affaccio sull'acqua. «Lo stadio resterà nella sua parte storica - risponde il sindaco alla domanda sul futuro del Penzo - verranno demolite le tribune, quelle diciamo posticce, verrà mantenuto il terreno di gioco e addirittura, questa è la mia idea, attorno faremo una pista di atletica. E verrà unito con l'area vicina in cui si trova il vecchio cantiere per il rimessaggio e la manutenzione dei battelli dell'Actv. Lì abbiamo un progetto con Invimit per costruire case per i veneziani, sono anni che insisto con loro: è una società dello Stato, però è molto lenta, diciamo, nel fare le cose. E a Invimit l'ho detto tante volte, datelo a me, lo faccio io il progetto. Però loro sono un immobiliare e lì devono costruire case. In Consiglio comunale è stato approvato un progetto edilizio, sia tratta di 500 case bellissime, dove la gente potrebbe avere anche le barche davanti, perchè la darsena può diventare un grande porticciolo. Per cui tutta l'area pubblica viene unita allo stadio».







