Se chiedete ai lavoratori italiani se sono soddisfatti del loro pacchetto retributivo la risposta nella gran parte dei casi è no. Il 78% dice infatti di avere un pacchetto retributivo inadeguato. Al punto che in una scala da 0 a 10 in media riceve una votazione di 6,4. Le maggiori leve per compensare retribuzioni considerate troppo basse sono i pacchetti welfare e i buoni pasto, soprattutto adesso che con la prossima legge di Bilancio la soglia di esenzione potrebbe essere portata a 10 euro.

La centralità del welfare

Coverflex, la piattaforma internazionale che si occupa di retribuzione flessibile, ha sondato un campione rappresentativo di 1.000 dipendenti italiani che hanno fatto emergere un quadro generale di insoddisfazione lavorativa ben più ampio rispetto al 2024, dovuto soprattutto ai temi retributivi. Il Report conferma la centralità del welfare aziendale come strumento decisivo per attrarre e trattenere i talenti. Nonostante il pacchetto di benefit sia l’aspetto con il più basso tasso di soddisfazione (solo il 31% si dichiara soddisfatto), tuttavia è proprio nel welfare che vengono individuati i fattori di potenziale miglioramento.

«I dati del 2025 parlano chiaro: in un mercato in cui la retribuzione di base è in stallo, la vera competizione si gioca sulla capacità delle aziende di offrire valore percepito, attraverso flessibilità e benessere - spiega Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex -. Il welfare non è più un costo, ma un investimento strategico che migliora fiducia e produttività. Allo stesso modo, l’Intelligenza Artificiale deve essere integrata come alleato operativo, guidata da una cultura aziendale che metta sempre al centro l’ascolto e la valorizzazione delle persone. Solo chi saprà adottare un approccio human-first alla tecnologia e alla retribuzione sarà pronto a navigare il lavoro del futuro».