Il clamoroso furto al Louvre si inserisce a pieno merito nel libro dei colpi clamorosi al patrimonio artistico e ai beni di lusso appartenuti a personaggi e regnanti. In un capitolo di questo libro c’è anche un po’ di Italia a causa di un furto ai danni nientemeno che della famiglia reale inglese che occupò le pagine dei tabloid britannici per molto tempo. A far parlare di sé all’inizio degli Anni 90 fu il ladro gentiluomo ligure Renato Rinino, ribattezzato presto l’Arsenio Lupin italiano, per un colpo decisamente meno redditizio ma decisamente curioso, sulla carta impossibile.
Era il 1994, Londra. Rinino, in vacanza nella capitale inglese, non riuscì a resistere: salì su un’impalcatura e si intrufolò a Saint James’s Palace, una delle proprietà di Re Carlo III, rubando alcuni gioielli della corona inglese. Pare che non sapesse bene dove stava entrando, attirato però dallo sfarzo di quel palazzo e da quelle impalcature che lo sedussero per «dare un’occhiata».
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E così entrò e con l’abilità rimasta negli annali si portò via un bel bottino di gioielli, tra cui due gemelli donati alla Casa reale dallo zar Nicola I. Rinino, che non sapeva del valore e dell’importanza di quei gioielli, aveva poi venduto parte del bottino, scatenando così addirittura Scotland Yard, che nel frattempo aveva offerto una ricompensa per risalire al responsabile del furto. E così il ladro gentiluomo di casa nostra, così ribattezzato dopo aver restituito la refurtiva diverse volte dopo aver appreso che si trattava di persone in difficoltà economica, diventò un personaggio. Articoli, interviste, approfondimenti, persino un docufilm.












