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L’operazione con i derivati garantisce a Unipol quasi il 30% delle azioni
Bper Banca in manovra preventiva contro eventuali scalate ostili. L'istituto guidato da Gianni Franco Papa, ieri ha annunciato di aver sottoscritto una posizione in strumenti derivati sul 9,99% del suo capitale con una «primaria controparte di mercato». Un'opzione che, se fatta scattare, considerato che l'azionista di riferimento Unipol ha già il 19,9% delle azioni, garantirebbe un blocco a ridosso del 30% che permette al contempo di non far scattare la soglia d'Opa obbligatoria e di garantire un blocco difficilmente superabile a chi avesse intenzione di lanciare un'offerta ostile. L'ombra di Unicredit, del resto, nelle ultime settimane si ergeva sempre più visibile alle spalle della banca che troneggia nel perimetro del gruppo assicurativo Unipol.
Abbandonata l'operazione Bpm, il ceo di Unicredit Andrea Orcel guarda da tempo con interesse a Bper, tant'è che nelle ultime settimane si vociferava di un dialogo in corso tra Orcel e il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, per concepire una possibile alleanza nella bancassurance, ovvero il business delle polizze assicurative vendute allo sportello. Ad agitare il mercato, poi, è stata la decisione - a dire il vero non nuova - del capo di Unicredit di anticipare a oggi la pubblicazione dei suoi conti trimestrali (gli analisti prevedono utili a 2,4 miliardi), lasciando il sospetto che la mossa celasse un cda in realtà improntato alla messa a punto del colpo di mano su Bper. In finanza anticipare la mossa dell'avversario, il cosiddetto timing dell'operazione, è fondamentale ed è ecco che l'isituto emiliano - che si trincera dietro un comunicato di circostanza e, contattato, semplicemente evita di aggiungere altro - ha piazzato quella che nei corridoi della finanza hanno chiamato l'«arrocco». Bper in ogni caso afferma che la mossa serve «sul piano strategico, a dare un forte segnale di fiducia sulle prospettive di crescita della banca, in un percorso che come già annunciato vedrà, entro il primo semestre 2026, l'integrazione di Banca Popolare di Sondrio e il completo sviluppo delle relative sinergie». Mentre, sul piano finanziario, servirà a «consentire di gestire al meglio un eventuale piano di acquisto di azioni proprie futuro, qualora la banca, anche per rispondere alle istanze del mercato, decidesse di procedervi (previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni societarie e regolamentari)».







