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Il gruppo chiude il 2025 con 1,5 miliardi di profitti. Il dividendo sale a 1,12 euro

Unipol manda in archivio un altro anno di forte crescita. Il gruppo guidato dal presidente Carlo Cimbri ha ottenuto nel corso del 2025 un risultato netto consolidato di 1,5 miliardi di euro, in crescita del 36,8% rispetto a quanto realizzato un anno fa. Tra i principali fattori di crescita si segnala l’andamento del business Vita, dove la compagnia ha totalizzato una raccolta di 7,7 miliardi, in crescita del 20,6% rispetto ai 6,4 miliardi del 2024. Un risultato al quale hanno contribuito il canale bancassicurativo (+13,6%) e quello delle agenzie, ma anche la nuova raccolta da grandi contratti collettivi previdenziali di nuova acquisizione. Molto forte anche il contributo delle partecipazioni bancarie, dove il gruppo ha una partecipazione chiave in Bper che peraltro l’anno scorso ha acquisito anche la Popolare di Sondrio: il tutto si è sostanziato in un contributo di 691 milioni rispetto ai 393 milioni di un anno prima. Un dato che indica quanto il business bancario sia diventato importante per Unipol, che proprio grazie agli istituti controllati ha un canale formidabile per collocare i suoi prodotti assicurativi. Basti pensare che ora - come si legge nella nota ufficiale della compagnia - il 16,1% della popolazione in Italia si avvale della protezione Welfare (Vita e Salute) del Gruppo Unipol. Un canale, quello bancario, che in futuro potrebbe irrobustirsi ulteriormente, se si pensa che il risiko del settore nel nostro Paese potrebbe non essere concluso e Unipol, con la sua Bper, da più parti è individuata come una possibile protagonista della prossima ondata di consolidamento.