TREVISO - È stato reintegrato in servizio all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso l’operatore socio sanitario di 58 anni sospeso lo scorso giugno per molestie nei confronti di alcune colleghe. A disporre il suo rientro, avvenuto ai primi di ottobre, è stato il giudice del lavoro Andrea Valerio Cambi che ha accolto la richiesta presentata dai legali dell’uomo per motivi di natura economica. In assenza di retribuzione, infatti, il dipendente avrebbe rischiato di non riuscire a pagare le rate del mutuo e di perdere la propria abitazione. La vicenda era emersa lo scorso mese di marzo quando tre operatrici del Suem 118 avevano denunciato una serie di comportamenti ritenuti “molesti e lesivi della dignità personale”.
Secondo quanto ricostruito dall’Ulss 2 nel corso dell’istruttoria interna gli episodi avrebbero riguardato sia contatti fisici indesiderati, come abbracci o tentativi di bacio, sia messaggi a sfondo esplicito inviati via WhatsApp. Al termine delle verifiche la Direzione sanitaria aveva quindi inflitto all’operatore la sanzione disciplinare più grave prevista dal contratto collettivo: la sospensione per sei mesi dal servizio e dallo stipendio. Assistito dagli avvocati Carlo Errico e Daniele Toffanin il 58enne ha però impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del lavoro, sostenendo che la sospensione gli avrebbe impedito di far fronte al mutuo ipotecario contratto per la prima casa. Argomentazione che ha convinto il giudice a sospendere in via cautelare l’efficacia della sanzione in quanto “la privazione del reddito per un semestre esporrebbe il ricorrente al rischio concreto di risoluzione stragiudiziale e di pignoramento dell’immobile adibito a propria abitazione”.






