Due trentenni sotto indagine da parte della Procura. Licenziatesi dalla Asl, hanno uno nuovo impiego. Il Tribunale vieta loro di svolgere la specifica professione per otto mesi
L'ospedale di Lavagna
Genova – Per otto mesi non potranno esercitare il loro mestiere, l’infermiera. È il provvedimento che i giudici hanno adottato nei confronti delle due infermiere trentenni accusate di aver sedato i pazienti per alleggerirsi il lavoro notturno e per questo indagate per sequestro di persona, abbandono di persona incapace, esercizio abusivo della professione e peculato.
Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura perché il «pericolo è attuale», hanno sottolineato i magistrati. Le due infermiere, al momento del blitz nel marzo scorso, erano state sì sospese immediatamente dai vertici di Asl4. Ed entrambe si erano licenziate poco dopo. Tuttavia le due trentenni hanno trovato nuovo impiego, una come amministratrice in una casa di riposo e l’altra come infermiera privata presso un paziente tetraplegico. Vicende valutate con cura dalla Procura, alla luce di un quadro indiziario che invece appare «molto grave», ha scritto il giudice per l’indagine preliminare Matteo Buffoni. Questo ha portato al provvedimento.






