Due infermiere dell’ospedale di Lavagna avrebbero somministrato farmaci tranquillanti per addormentare i pazienti, in modo che anche loro avrebbero potuto riposare nel turno di notte. Tanto che i carabinieri del Nas e l’aliquota della Procura di Genova hanno compiuto un blitz a partire dalle 2 della scorsa notte per verificare quanto ipotizzato dalla magistratura che ha aperto l’indagine su denuncia. Durante l’ispezione i pazienti sono stati sottoposti a prelievo di sangue per accertare la presenza di benzodiazepine in corpo ed avvalorare così le ipotesi di reato. Sicchè, ai controlli degli investigatori sono stati presenti due medici legali incaricati dalla Procura. Il pm Giuseppe Longo del pool Sanità in un primo momento ha ipotizzato i reati di sequestro di persona, abbandono di persona incapace ed esercizio abusivo della professione.
In mattinata sono state eseguite anche delle perquisizioni in casa delle due infermiere professionali e qui sono stati trovati farmaci di provenienza ospedaliera, così è scattata anche l’ipotesi di reato di peculato.
Stando a quanto trapela da Palazzo di Giustizia, l’indagine va avanti da qualche settimana, sollecitata dopo la segnalazione di alcuni colleghi delle infermiere trentenni (ed italiane) ma anche di alcuni familiari di pazienti che avrebbero raccontato di strani torpori ma anche di scontri e litigi avuti con le due donne.






